La formazione e gli studi


I duri inverni di lavoro e gli studi a Chieri

A Capriglio il ragazzino iniziò a frequentare la scuola elementare interna alla parrocchia: suo maestro fu don Lacqua, che dopo un primo momento difficile, lo accettò e finì per affezionarcisi, difendendolo dai compagni che lo maltrattavano perché di un altro paese.
Per avvicinare alla preghiera e all’ascolto della messa i ragazzini del paese, Giovanni Bosco decise di imparare i giochi di prestigio e le acrobazie dei saltimbanchi.
Attirava così i coetanei e i contadini del luogo, non senza prima averli invitati a recitare il rosario e ad ascoltare una lettura tratta dal Vangelo.
L’inverno che seguì fu per lui uno dei più duri: Mamma Margherita fu così costretta a mandare via il figlio dai Becchi per farlo lavorare come garzone a Moncucco Torinese presso la Cascina Moglia dei coniugi Luigi e Dorotea, dove rimase dal febbraio 1827 al novembre 1829.
Nel settembre del 1829, a Morialdo arrivò come cappellano don Giovanni Calosso, il quale, dopo aver constatato quanto intelligente e desideroso di studiare fosse il giovane, decise di accoglierlo nella propria casa per insegnargli la grammatica latina e prepararlo così alla vita del sacerdote.
A fine anno decise di andare a studiare a Chieri e l’estate la passò al Sussambrino, una cascina di Castelnuovo che suo fratello Giuseppe, insieme all’amico Giuseppe Febraro, aveva preso a mezzadria.







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