Eremo dei Camaldolesi, Pecetto T.se


“Se l’epidemia di peste cesserà realizzerò un grande convento, composto da numerosi edifici”…questo il voto del duca Carlo Emanuele I di Savoia, che all’inizio del XVII secolo mantenne la promessa e diede vita alla sua più importante opera edilizia

Il 21 luglio 1602 il Duca di Savoia Carlo Emanuele I pose la prima pietra dell’Eremo dei Camaldolesi, sui piani che si allargavano al limite del comune di Pecetto, zona ricca di sorgenti e rivi, e incaricò Ascanio Vitozzi da Orvieto della costruzione, terminata in quattro anni e denominata Regia Cappella dell’Ordine della SS. Annunziata, il massimo ordine cavalleresco di casa Savoia. Fino al periodo napoleonico fu un ricchissimo monastero, in cui alloggiavano oltre trenta religiosi, insieme a venti persone addette ai servizi e ai lavori manuali. Dopo svariati passaggi di proprietà che ne trasformarono l’aspetto e la funzione, oggi non restano  che il muro di cinta, uno dei due campanili ed un edificio nelle sue vicinanze.

I tracciati


Cammino alto

Torino, Parco di Superga, Cinzano, Colle Don Bosco Lunghezza km 55,40 / Dislivello pos. 1300 m


Cammino medio

Baldissero, Pavarolo, Montaldo T.se, Marentino, Arignano, Colle Don Bosco Lunghezza km 42,6 / Dislivello pos. 1120 m


Cammino basso

Torino, Pecetto T.se, Pino T.se, Chieri, Riva presso Chieri, Buttigliera d’Asti, Colle Don Bosco Lunghezza km 46,5 km / Dislivello pos. 615 m


Le varianti

Il Cammino di Don Bosco offre due varianti: la variante della Canonica di Vezzolano e della Strada del Papa e la variante di Buttigliera d’Asti.







Il Cammino di Don Bosco è un progetto di
Città metropolitana di Torino e Strade di colori e sapori